cosa c’è? che cosa ti sta succedendo?

ematoma sul cuore e / di nuovo l’infiammazione | il procedimento bloccato e / l’attesa del colpo | la machina macina e / la brigata è pronta per l’Hangar | ma io sono bloccato | allora chiudo gli occhi e / ed è come non voler riaprirli più in questo mondo | un gesto di scherno e / una carezza sul volto | tornare sui miei passi per / vedere se ci sono ancora | mi rarefaccio sempre di più e  / impercettibilmente concentrato _ attraverso me stesso semideserto | sempre più veloce e / con la bocca scentrata

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all’improvviso   [ in ogni
angolo del suo corpo deflagrato ]
un’ala di ferro aerodinamica
si staglia   [ la testa quasi
completamente girata ]   nella
mia veduta del cosmo
materiale –

una piuma   [ trasporto
il carico svelto della
mia testa disincagliata ]   si
veste d’acqua migliorando
la tenuta e   [ completando
il bagliore del mio corpo
bagnato ]   l’erezione
del cielo –

una corda   [ mentre la
caricavo dentro il suo corpo ]
incontrollata e calda e di
carne   [ dell’ultima parola
dell’ultimo gesto ]   si veste
di foresta e gli uccelli
banchettano   [ le faccio
una lunga carezza sul pube ]
sulle ossa intercettate –

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[ non ho una nozione esatta di cosa sia successo. di cosa stia succedendo. di cosa possa succedere. mi alzai in piedi allora. incontrollabilmente, di slancio ]

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son venuto qui per sparire

sono fermo alla porta. la pavimentazione è tutta sconnessa e continuo a fissarla nel buio. ogni tanto mi viene in mente che dovrei comprare qualcosa da mangiare. per quale ragione, poi .. i vetri delle finestre son tutti spaccati. il silenzio è tale che riesco a sentire il clangore del mio corpo che continua ad essere stritolato e smembrato dentro il corpo di un altro. mi guardo attorno per qualche interminabile momento. la mia andatura nell’immobilità pietrificata somiglia a una piuma di un corpo in volo. la parete affrescata cade a pezzi. davanti un piccolo corridoio .. una stradina come ce ne sono a centinaia. sul ciglio mi ripropongo di vedere. di vedere come prima. concentrarmi sulla visione, lo sguardo è il mezzo. ma non c’è nessuno. me ne sto al buio con la torcia spenta nella mano sinistra. l’altro corpo continua a seguirmi nell’ombra dell’edificio tutto nero. in piena notte. al buio. da solo. fermo alla porta.

 

uno alla mattina conta una ruga in più / mentre la sonda juno striscia sugli asfalti di giove / rimirandosi la crepa sopra il bacino / e le urla di 292 morti a baghdad –

due poi al pomeriggio / a contendersi al caldo una schierata fattispecie / di polveri di stelle nel cielo / mentre il fascista vibra il colpo a emmanuel / e l’italiano riscopre l’antifascismo / e la moglie diamond a occhi sgranati di philando carlise / filma lo sbirro che lo ammazza negli USA / her young daughter sat in the back seat –

e poi tre alla mattina col sole a palla / misurando l’area del 730 precompilato / e i petti squarciati di 5 sbirri morti / esperti di fatti razziali sull’asfalto / e le misure disciplinari contro spagna e portogallo / parcheggiati da tempo in sosta vietata nel / crogiuolo mefitico dell’occidente in fiamme –

 

– beh dunque stefano giaccone ha avuto l’idea di lavorare intorno al mio Quaderno Nero che mi son stampato nel novembre anno scorso. 107 scritte nere dal gennaio al maggio 2013. non avevo mai pensato di fare una presentazione ma poi è arrivata questa idea di stefano .. e comunque non è che sia proprio una presentazione ma .. un lavoro più complesso che ci porterà nei prossimi mesi chissaddove. di certo in un posto smagliante e pieno d’amore, a dispetto delle esalazioni mefitiche di questo inizio secolo. abbiamo per le mani una materia complicata. ma questa volta venerdi 5 agosto allo Spazio Arka cominciamo a girarci intorno. proviamo a farci un’idea. cominciare il viaggio / la performance: io, lui e il mio sodale arnaldo .. e con giovanna mais al canto. e gli amici che verranno. –

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sarvam anityam : tutto è transitorio

ho la consapevolezza della mia totale impotenza. la mia esistenza se ne va a brandelli come una roba putrida. non possiedo più una realtà vera. avrei voluto non sentire più nulla. volevo allenarmi contro il dolore, e sopportare questa tortura. ero così malato, quasi demente. e non mi sarei meravigliato se, invece di parlare, avessi spalancato la bocca per lasciar colare la bava senza dire una parola. la mia vita non è giustificabile. sento il rumore del cuore sotto le mie ossa, sento il battito delle vene, penoso, nelle tempie. lo so. morirò in condizioni disonoranti. non avevo nulla da dire. non avevo ancora finito di perdermi.
[ nihilNONorgan + georges bataille ]

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ho fotografato accuratamente l’intero procedimento. ho rinvenuto parte delle ossa vicino ad un albero in giardino ma è il contradditorio della pelle e della carne che ho trovato veramente interessante. l’ho definito “un’icona rossa”. senza eguali. che divina il futuro. compio una vera indagine al laboratorio: un lavoro sporco e scrupoloso che richiede una minuziosità archeologica. ogni prova è riposta dentro una busta trasparente.

 

1^ RAPPORTO DI ROUTINE
ovvero _ informazioni dettagliate

[ il caso ha preso una nuova piega ]: identità archivio
e il titanio che si decodifica sulle pareti con
un fluire scintillante di considerazioni anomale:
decifrare il linguaggio del corpo alla luce
di una sola delle lampade a carburo
che ondeggia riposante dalla porta della
unica propria sostanza visiva filiforme –

[ i primi dati in arrivo ]: ecco l’uomo
un animale con la corteccia più evoluta
un equilibrio di microparticelle e stimolazioni
che riposano sulla lastra della precoscienza:
ma la tregua della carne è soltanto obnubilata
una miscela di relazioni rapide e
i centri del piacere nel cervello –

[ i resoconti mischiati in false cartelle ]: ma il gesto
dell’isolarsi sempre più spesso intorno al suo
involucro di pelle del sesso dove poter in quiete
riacquistare la propria ecologia interna
disfa l’identità del perimetro intorno
e imperla così la pianura del piacere mai espresso
dentro il canale del proprio impianto onirico –

[ le foto dei crimini sparse sul tavolo ]: le luci al neon
recano ombre frastagliate sul profilo delle intenzioni
e le sedie di ferro raschiate di recente pulsano di rosso
la pelle bianca in un ruscello di vapore
la ripetizione estranea delle serenità inglobate
il rigido commento destinato alle prede addormentate
il liquido rapporto gocciolante sul pavimento –

[ bustine segnate di rosso con esemplari di unghie ]: prede
prova a fare un altro giro mentre scendi e
segna con un gesso la linea il contorno del corpo
il lampo reciso dalla vena formicolante richiama
l’attenzione del tuo interno più solido
la rivolta insperata è rimossa dalle frenesie e
l’attenzione è concentrata sulle foto dei cadaveri –

[ dall’evacuazione in diretta TV dell’underground londinese
pochi attimi prima dell’esplosione al rallentatore ]: permettimi
di poter svegliarmi ancora fra i fili di ferro spinato
con le linee dei materiali liquidi che colano all’inverso
e la visuale contornata da elementi d’acciaio e di carne
la mia bocca richiusa e il fascio dei muscoli verdastri
determina l’ipotesi della ricerca che effettuo su di loro –

[ traumatismi contusivi ferite da coltello e soffocamento ]: l’utilità
data dalla devastazione il solo luogo fondamentale
le rive scoscese delle erogazioni dei vapori eterei
il rilievo crestoso del pericolo e la reazione mai perduta
della constatazione dell’odore l’umido e la luce piena
di un deserto di ghiaccio orbitante entro il proprio essere
eppure ancora già visto e avvertibile sostanziale –

[ la lune compie un’orbita che dura ventotto giorni ]: porzioni di
rilevanze appena concrete dovute ai punti decisivi
essere in grado di tornare dopo l’impiego di quella luce
l’emozione di quel calore fluido recato dal momento preciso
mentre il rantolo si confonde con la saliva della bocca
il tremolìo inconsulto il canale morto alla TV
il continuo rassicurante inudibile ronzìo del frigorifero –

[ dettagli anatomici per soddisfare desideri ]: una bruma
eccitante come una burrasca e i fondali rimuovono
tutte le minacce tutte le genuflessioni carnali tutte
le distinte sindromi da disagio le immersioni lunari
i disordini neurologici dell’organismo i crolli desertici
la comunicazione mutata del mistero dell’eccitazione
forse indifferente alla natura minacciata dell’invisibile –

[ analisi dei graffi sulle vittime ]: situate in un giardino
la collezione di sperma cosmetico in ampolle ingiallite ma
seppur la trasparenza argini l’evento biologico planetario
l’onda densa della caratteristica azione duplicatrice
ripara la tenebrosità e gli odori brumosi nella stanza
il luccicchìo delle catene tese e i pasti antropofagi
ordinati sul tavolo anatomico risonante nella penombra –

[ riscontri sulla dentatura ]: ottenuti al calcolatore
i risultati dei liquidi vaginali della preda combaciavano
con l’oblio turbinoso degli impulsi del fascio neutro
decisamente migliori dei riscontri sulla dentatura
il raggio del plasma avvertiva l’eliminazione del peso
il corpo bianco dai denti roventi riscattava la sua esistenza
con effetti d’inquinamento seriale gocciolando membra –

[ dynamo babe : l’eliminazione dei rifiuti ]: nello stadio iniziale
l’accanimento equivaleva a un denso torpore estatico
riprendendo le fila dell’incondizionato panorama neurale
il cuore riprese la frequenza normale dei battiti
stelle nelle prossimità dei resoconti inumiditi dal vapore
sorgenti di polveri vetrine associate all’onda dei resti
l’enorme involucro stipato e il blocco di appunti ben chiuso –

ora sono fuori

 

[ LO SCANTINATO SORDIDO : primo dei miei 29 rapporti di routine _ pubblicati in NON FINIRA’ MAI pesanervi press caserta 2009 / nihilNONorgan industrie cagliari 2013 _ improvvisamente dal vivo a fine anno forse ]

 

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il meccanismo di criptazione a rotori

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beh è proprio vero: il sottoscritto torna sul palco di un teatro a leggere le sue strane poesie in scenari sonori industriali. ospite dei ragazzi dell’associazione suona, assieme ad altri autori e musicisti di varia estrazione [ molti! ] parteciperò alla serata FESTA DELLA MUSICA 2014 al teatro di serrenti [ sabato 21 .. si inizia alle 18 _ la mia perfo è prevista per le 20 ]. questa volta il mio sodale systems della brigata non ci sarà, dunque la sonorizzazione è realizzata da me con campionamenti da coh _ prima materia _ zero kama e miei. per chi fosse da quelle parti è il benvenuto [ son raccomandate le cuffie anti-infortunio! ]. tra gli altri, leggerò questi cinque testi scritti qualche anno fa per mariopischedda on movement e pubblicati da maldoror press nel mio ebook IL CORPO CHE NON HO ANCORA SCRITTO [ http://maldoror.noblogs.org/?s=roberto+belli ].
prima > IL FASCINO DEL BIANCONERO RIVOLTATO

ho ingoiato i miei _ baci brucianti
prima di gettarmi in un abbruttimento estatico
tracciato tuttintorno _ alle fila di armonie
ritrovate poco a poco _ nella rete intricata
dei lampioni semiverticali e _ coperti
di terrestre _ sempre terrestre
spasmi e _ respiri malsani

di ramo in ramo _ brucio la mia ecologia
immagine dell’amore terrestre _ oscenità personali
necessarie sempre all’armonia plastica
di terra _ sotto forma di pioggia
e pioggia nera _ che fa sbocciare
nuove teste da tagliare _ appese ad alberi
prima di una chiesa

quella oscurità mi diverte _ mi sostiene
pensandoci bene mi arrapa _ come il rasoio
del pendolo _ invisibile all’abnorme silenzio
dell’uomo costituto e _ che si raddrizza
compiendo _ parole sul suolo polimorfo
e della polvere _ che traccia intorno i cerchi
col favore della confusione

io non sono la cupa situazione attuale
io sono il fascino del bianconero rivoltato

 

seconda > CIO’ CHE VIVE RINCHIUSO

non saprà mai che farsene
questo dentro e fuori riassottigliato
di una questione umana
che imita voci fra le nebbie

come si restringe l’orizzonte
può delinearsi la trama:
le lunghe rifrazioni che straripano
intricando le tempie _ e la ragione

e sparisce il vuoto _ la materia senza materia
e attraverso un viaggio il mazzo affilato
è segno di dono _ segno di eco
il portato che abbellisce _ ciò che vive rinchiuso

 

terza > DETERMINAZIONE IN MEZZO AGLI ELEMENTI

di un rosso incandescente _ scorrono da tutte le parti
come dall’alto del cielo _ e in preda a un terrore folle
uomini e animali _ pronti ad accoppiarsi

la combinazione esalta l’impero
le trasformazioni morfologiche determinano
il pelo bruciacchiato e _ spostamenti continui

se si deve rendere infelice l’uomo
basta dargli tutto _ come una fulminea conseguenza
dell’odio che si prova _ davanti a un fatto riprovevole

e questo tutto marcisce da sé _ trasvalutando valori
e lo sterco morbido dove riposa _ accanto alla TV
in mezzo a questi ultimi elementi _ e sorride accantonato

 

quarta > PROFONDAMENTE NEMICO

il dominio
da qualsiasi senso
mi molesta
sotto
una luce cruda
io non sono possibile
non ho angosce
che opprimono
la mia velocità
che disgrega
brucio di una
fiamma del tutto mia
e l’incendio mi rende
profondamente
nemico

 

quinta > E CHI HA VOGLIA DI RISORGERE?

tanto la causa delle rincorse
quanto quella del rinvenimento
auspicano combinazioni letargiche

io che non ho causa
esprimo considerazioni
scoraggianti

se devo pensare ad un ritorno
il movimento forma spirali
scandali passionali in fondo alle grondaie

non ci sono ritorni
fluisce tutto in cerchio
come verso lo scarico di un lavandino

e tutto si moltiplica perdendosi
nel flusso maleodorante del canale di scolo
quindi: nessuna voglia di risorgere

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per quello che riguarda la brigata stirner invece : siamo alle prese con il progetto FIORI DI BUFERA che eseguiremo live al T-OFF di cagliari il 12 luglio nell’ambito del festival LE SALON DE MUSIQUE XIII ED .. una scorreria visual-poetico-industriale che preannuncia un lavoro più complesso che sarà pronto fra qualche tempo. non finirà mai.

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snaturato ma non desertico. provato e riprovato

[ un disastro troppo recente ha l’inconveniente di impedirci di scorgerne i lati buoni.   emil cioran ]

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IO CICATRIZZO CON LENTEZZA

per tentare una qualche artificiale positura
l’epiteto dell’infermiere   [ come pioggia
certe volte arriva _ la mancanza di dolore
]   mi
fa fiorire una piccola parte di   [ incontro
incontri neppur tanto ostili
]   dominio parziale
dei muscoli delle braccia e dei facciali

la cartella sottobraccio imballata statica   [ il
mio lettino sterile senza movimento
]   gli occhiali
chirurgici binoculari il taglio   [ in cerca di una
via d’uscita _ l’infiammazione si sposta senza vuoto
]

questa epoca fa di sé un mazzo di fiori
al profumo di alcol etilico e garze sterili   [ mentre
il meccanismo biologico si riforma pezzo per pezzo
]
poi sarà la volta di altre infiammazioni che
presagisco   [ piano ]   come macchine
dalla forma normalizzata e che operano
senza dannazione   [ con lentezza ]

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97
l’istinto a formare un corpo
ridisegna l’ambizione perdente
di dare uno stimolo e uno sprone
alle mie inclinazioni –
mentre ricompilo i quaderni neri
gli occhi estranei mi vedono
per la prima volta irrimediabilmente
malato e malinconico –
a causa della grande difficoltà
le mie congetture sembrano dogmi
ma la particolarità del segmento
distingue bene il suo contrario –
nel flutto davvero grande
in cui vorrei estinguermi
non c’è posto per correnti
compiacenti –
e lamentarsi di un altro istinto
che non sia riformare un corpo
sarebbe un discredito
un abbruttimento –

96
configuro i lineamenti   [ unico immenso
pensiero
]   incidendo con un cuneo
il dissipante logoramento continuo
dell’energia nervosa   [ la mortifera
coscienza
]   e l’immatura leggerezza
di dire sempre la verità   [ e tremo ]
prenota con anticipo   [ con tenacia ]
la scarnificazione del mio corpo vecchio:
il cambiamento ha sempre   [ per sempre ]
bisogno del suo martirio

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l’acre odore del mio corpo   [ la chiave
della verità
]   fissa la gravità
della mia carne nuda –
nella solitudine delle vie notturne   [ il nero
dell’esistenza
]   non ricavo più alcun senso –
il massimo del dolore mi catapulta
in una situazione intollerabile   [ che acceda
alla verità del desiderio
]   profondità
dell’angoscia _ il quaderno nero –
ostile intento e delirante   [ indagine
che domina la mente
]   degenera in furore
la mia passione –

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impossibile tutta questa luce

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impossibile tutta questa luce

 

2^ RAPPORTO DI ROUTINE
ovvero _ un pallore e un omicidio di rose

primo come
colpo misurato sulla tempia
rosa di ruggine rugiada
profumata di solventi
acre spugnosa e le spine
assaltate dai contatti poi dal flusso
micro dopo micro
l’umidore che giace esteso
sui petali di pelle
roventi e bruciati e il foro
come bocca di vulcano
rovescia svelto la fiumana
col profumo di bruciato
il cervello un esplosivo
che sfascia il vaso osseo
e i bulbi in crescita dagli occhi
riformano lo stimolo
perché vita sia argomento ancora
di sentirsi insieme
fiore e cervello

 

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