sarvam anityam : tutto è transitorio

ho la consapevolezza della mia totale impotenza. la mia esistenza se ne va a brandelli come una roba putrida. non possiedo più una realtà vera. avrei voluto non sentire più nulla. volevo allenarmi contro il dolore, e sopportare questa tortura. ero così malato, quasi demente. e non mi sarei meravigliato se, invece di parlare, avessi spalancato la bocca per lasciar colare la bava senza dire una parola. la mia vita non è giustificabile. sento il rumore del cuore sotto le mie ossa, sento il battito delle vene, penoso, nelle tempie. lo so. morirò in condizioni disonoranti. non avevo nulla da dire. non avevo ancora finito di perdermi.
[ nihilNONorgan + georges bataille ]

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ho fotografato accuratamente l’intero procedimento. ho rinvenuto parte delle ossa vicino ad un albero in giardino ma è il contradditorio della pelle e della carne che ho trovato veramente interessante. l’ho definito “un’icona rossa”. senza eguali. che divina il futuro. compio una vera indagine al laboratorio: un lavoro sporco e scrupoloso che richiede una minuziosità archeologica. ogni prova è riposta dentro una busta trasparente.

 

1^ RAPPORTO DI ROUTINE
ovvero _ informazioni dettagliate

[ il caso ha preso una nuova piega ]: identità archivio
e il titanio che si decodifica sulle pareti con
un fluire scintillante di considerazioni anomale:
decifrare il linguaggio del corpo alla luce
di una sola delle lampade a carburo
che ondeggia riposante dalla porta della
unica propria sostanza visiva filiforme –

[ i primi dati in arrivo ]: ecco l’uomo
un animale con la corteccia più evoluta
un equilibrio di microparticelle e stimolazioni
che riposano sulla lastra della precoscienza:
ma la tregua della carne è soltanto obnubilata
una miscela di relazioni rapide e
i centri del piacere nel cervello –

[ i resoconti mischiati in false cartelle ]: ma il gesto
dell’isolarsi sempre più spesso intorno al suo
involucro di pelle del sesso dove poter in quiete
riacquistare la propria ecologia interna
disfa l’identità del perimetro intorno
e imperla così la pianura del piacere mai espresso
dentro il canale del proprio impianto onirico –

[ le foto dei crimini sparse sul tavolo ]: le luci al neon
recano ombre frastagliate sul profilo delle intenzioni
e le sedie di ferro raschiate di recente pulsano di rosso
la pelle bianca in un ruscello di vapore
la ripetizione estranea delle serenità inglobate
il rigido commento destinato alle prede addormentate
il liquido rapporto gocciolante sul pavimento –

[ bustine segnate di rosso con esemplari di unghie ]: prede
prova a fare un altro giro mentre scendi e
segna con un gesso la linea il contorno del corpo
il lampo reciso dalla vena formicolante richiama
l’attenzione del tuo interno più solido
la rivolta insperata è rimossa dalle frenesie e
l’attenzione è concentrata sulle foto dei cadaveri –

[ dall’evacuazione in diretta TV dell’underground londinese
pochi attimi prima dell’esplosione al rallentatore ]: permettimi
di poter svegliarmi ancora fra i fili di ferro spinato
con le linee dei materiali liquidi che colano all’inverso
e la visuale contornata da elementi d’acciaio e di carne
la mia bocca richiusa e il fascio dei muscoli verdastri
determina l’ipotesi della ricerca che effettuo su di loro –

[ traumatismi contusivi ferite da coltello e soffocamento ]: l’utilità
data dalla devastazione il solo luogo fondamentale
le rive scoscese delle erogazioni dei vapori eterei
il rilievo crestoso del pericolo e la reazione mai perduta
della constatazione dell’odore l’umido e la luce piena
di un deserto di ghiaccio orbitante entro il proprio essere
eppure ancora già visto e avvertibile sostanziale –

[ la lune compie un’orbita che dura ventotto giorni ]: porzioni di
rilevanze appena concrete dovute ai punti decisivi
essere in grado di tornare dopo l’impiego di quella luce
l’emozione di quel calore fluido recato dal momento preciso
mentre il rantolo si confonde con la saliva della bocca
il tremolìo inconsulto il canale morto alla TV
il continuo rassicurante inudibile ronzìo del frigorifero –

[ dettagli anatomici per soddisfare desideri ]: una bruma
eccitante come una burrasca e i fondali rimuovono
tutte le minacce tutte le genuflessioni carnali tutte
le distinte sindromi da disagio le immersioni lunari
i disordini neurologici dell’organismo i crolli desertici
la comunicazione mutata del mistero dell’eccitazione
forse indifferente alla natura minacciata dell’invisibile –

[ analisi dei graffi sulle vittime ]: situate in un giardino
la collezione di sperma cosmetico in ampolle ingiallite ma
seppur la trasparenza argini l’evento biologico planetario
l’onda densa della caratteristica azione duplicatrice
ripara la tenebrosità e gli odori brumosi nella stanza
il luccicchìo delle catene tese e i pasti antropofagi
ordinati sul tavolo anatomico risonante nella penombra –

[ riscontri sulla dentatura ]: ottenuti al calcolatore
i risultati dei liquidi vaginali della preda combaciavano
con l’oblio turbinoso degli impulsi del fascio neutro
decisamente migliori dei riscontri sulla dentatura
il raggio del plasma avvertiva l’eliminazione del peso
il corpo bianco dai denti roventi riscattava la sua esistenza
con effetti d’inquinamento seriale gocciolando membra –

[ dynamo babe : l’eliminazione dei rifiuti ]: nello stadio iniziale
l’accanimento equivaleva a un denso torpore estatico
riprendendo le fila dell’incondizionato panorama neurale
il cuore riprese la frequenza normale dei battiti
stelle nelle prossimità dei resoconti inumiditi dal vapore
sorgenti di polveri vetrine associate all’onda dei resti
l’enorme involucro stipato e il blocco di appunti ben chiuso –

ora sono fuori

 

[ LO SCANTINATO SORDIDO : primo dei miei 29 rapporti di routine _ pubblicati in NON FINIRA’ MAI pesanervi press caserta 2009 / nihilNONorgan industrie cagliari 2013 _ improvvisamente dal vivo a fine anno forse ]

 

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